Il dialogo come strumento per una nuova politica a Copertino?

COPERTINO ( Lecce ) – Si sa, il confronto è inevitabile nel momento in cui gli interessi in gioco tra le parti sono inconciliabili ed irriducibili.

E nel confronto politico, spesso è la comunità che paga i prezzi più alti in termini di risorse ed opportunità che si bruciano e sotto il profilo sociale, del pari,  di lacerazioni comunitarie pericolose, anche sotto il profilo politico, e che danneggiano il buon vivere civile all’insegna della cooperazione e della buona educazione.
Il dialogo, di contro, sebbene richieda uno sforzo intellettivo e creativo superiore, nonché la discesa in campo di risorse umane competenti, autorevoli e fortemente diplomatiche, appare la strada più evoluta, la strada di una comunità matura e sapiente: l’unica per la quale vale la pena adoperarsi.

Certamente, non sempre si riescono a conciliare gli interessi economici e di prestigio con quelli del buon vivere e della vita sociale, ma anche della sociabilità.
Tuttavia, è la prospettiva che oggi a Copertino e soprattutto nella sinistra, occorre perseguire. E poi, molti confronti spesso sono inesistenti e richiedono per la loro soluzione solo un po’ di fantasia, di lungimiranza e capacità analitiche.
Molto spesso, infatti, i motivi sottostanti nei confronti sono sostanzialmente conciliabili al buon osservatore, al buon mediatore.

Va qui, tuttavia sottolineato che gli interessi economici e di prestigio della comunità politica non devono prevaricare gli interessi dei cittadini , del popolo, che dovrebbe essere sempre il punto di convergenza di qualsiasi azione.
Da qui, oggi, la politica Copertinese, più che agire sarebbe auspicabile che osservasse, capisse le dinamiche degli attori politici e le motivazioni profonde del loro agire, ma anche le esigenze della comunità, per poi trovare in un contesto corale e cittadino soluzioni soddisfattive per tutti.
Un’utopia? Forse, ma un’utopia bella, per la quale val la pena spendersi, inseguire, sognare.

Luca Rizzo

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